Un letto di Tenebre – William Styron

Romanzo potente e disperato dell’autore di “Un’oscurità trasparente” dove raccontava in modo magistrale l’abisso della depressione, pubblicato nel 1951, “Un letto di tenebre” ripercorre a ritroso la storia di una famiglia americana partendo dal funerale della giovane Peyton, morta suicida per la profonda infelicità accumulata dall’infanzia, figlia morbosamente adorata dal padre e gelosamente detestata dalla madre.

Le vicende ruotano intorno alla patetica figura di Milton, il padre, un uomo debole, incapace di scegliere tra il difendere la figlia fino in fondo o l’amare la propria moglie cercando di scalfirne la durezza.

Siamo ancora negli anni ’50, in un Sud profondo e conformista ma in cui già si intravede il rapido cambiamento sociale dei decenni successivi in cui l’integrazione razziale, l’abbattimento di tabù culturali, sono icasticamente rappresentati dalla dolente cerimonia funebre della comunità di colore, passionale negli affetti e nella morte, motore futuro dello sviluppo.

Nessuno è completamente vittima o carnefice: l’unica innocente è la piccola e volutamente anonima Maudie, la figlia minore malata e per questo amata e protetta dalla madre, che con lei creerà un microcosmo da contrapporre rabbiosamente all’alleanza solare e vitale tra il padre e la bellissima Peyton.

Le offese che i personaggi si infliggono impietosamente lasceranno ferite non rimarginabili che nel corso degli anni degenereranno come una malattia mortale.

Acuto, amaro, capace di cogliere infinite sfumature dell’anima, vibrante di pietas per la debolezza e la grettezza nascoste nell’essere umano, il romanzo è uno dei capolavori del 900 americano.

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